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Il ritorno di Emanuele Bello · 20 dicembre 2025

Perché ho riaperto una trattoria che Ravenna rimpiangeva

Perché ho riaperto una trattoria che Ravenna rimpiangeva

Accanto a Porta Adriana c'era un locale con le porte chiuse da qualche anno, la «saracinesca» del cuore abbassata su una storia che nessuno voleva davvero finita. Chi passava rallentava, guardava, e diceva sempre la stessa cosa: «Peccato!!». Quella trattoria, prima "da Tommaso" e poi a fine anni ottanta divenne quella che Erminio e la Claudia chiamarono "Al Rustichello", era stata per anni un punto di ristoro per Ravenna, e la sua chiusura aveva lasciato un'aria di nostalgia in quell'angolo buio di via Maggiore .

Io quella nostalgia l'ho presa sul serio. Mi chiamo Bello Emanuele, e a una signora storica ho aggiunto soltanto il mio nome: «Bello al Rustichello». Non ho stravolto niente. Piccoli ritocchi, luci calde, angoli accoglienti: perché il Rustichello non andava rifatto, ma solo risvegliato.

Dentro queste mura ho portato anche la mia storia, e la mia storia comincia lontano. La nostra è una famiglia che è partita dalla Puglia, da Martina Franca. La passione per la cucina è nata nell'accompagnare tra i fornelli mio nonno Oronzo e nel vivere le domeniche con le orecchiette della nonna Nella sparse su tutto il tavolo della sala. Ora quelle stesse orecchiette le fa la mia mamma Anna, colei che a un certo punto ha fatto le valigie per la Romagna. Due terre diverse, due tavole che sembravano correre parallele: da una parte le bombette e il capocollo, dall'altra la grigliatina di maiale ed i salumi, da una parte la sfoglia tirata al mattarello, i cappelletti, i passatelli o le lasagne, dall'altra i timballi di pasta, gnocchi e strascinati. Qui la piadina, li la focaccia.

Per anni ho cercato i punti d'incontro tra queste due cucine, e vi assicuro che ci sono tanti. La brace pugliese e il fuoco lento della domenica romagnola si assomigliano più di quanto crediate: parlano la stessa lingua fatta di pazienza, di mani in pasta, di gente seduta insieme, di tradizione, di gusto e di famiglia. Quello che sembrava diverso, mescolato con rispetto, è diventato qualcosa di ricco, di nuovo, di bello. Una tavola che vale la pena conoscere e amare, dove la Puglia e la Romagna si danno la mano, ma anche abbracciano le famiglie italiane con piatti della conoscenza storica di ognuno di noi. I piatti della nostra penisola che accompagnano le nostre vite da sempre. Nessuna ricetta è esclusa, purchè ricca di genuinità, tradizione e storia.

Ho aggiunto una cosa mia anche al bancone: la mescita di vini e qualche cocktail pre e post cena, per un aperitivo easy o per accompagnare il pasto. Il resto è quello che i ravennati aspettavano di ritrovare: la pasta fatta a mano, il fuoco lento, il conto onesto e le facce di casa. Mettiti comodo, al resto pensiamo noi.

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